Fuori da Spotify e dentro il groove riflessivo

I Massive Attack fuori da Spotify, Ethio Jazz, lo standard Jazz spiegato bene, il groove riflessivo. La scena italiana, un remix in esclusiva per To Tape, i dischi da dancefloor.

Fuori da Spotify

Il lento, ma non al momento impattante, esodo da Spotify a seguito del coinvolgimento dell’azienda svedese negli affari di guerra in Palestina ha visto come ultimi protagonisti anche i Massive Attack che in maniera chiara e diretta hanno spiegato i loro perché. Fautori da sempre di una musica “militante” ed espressione anche delle loro idee di politica sociale, sono i protagonisti di copertina di questo nuovo appuntamento.

Kraut Jazz e groove riflessivo

Lo schema interno della terza puntata si sviluppa però intorno alle nuove produzioni in casa International Anthem. Dopo un primo importante esordio, gli album solisti dei componenti, l’annuncio del nuovo album della band Kraut Jazz SML è quasi coincidente con la pubblicazione dell’atteso ritorno dei Tortoise, padri di quel filone a cui gli Small Medium Large sono enormemente legati. Le dinamiche sonore innescate con questi album aprono la strada ad una seconda parte in cui l’esperienza ritmica di ascolto diventa quasi intima, facendo ballare la nostra mente più che il nostro corpo con dei di dischi di “groove riflessivo” – etichetta appiccicata dal sottoscritto. L’Ethio Jazz di Mulatu Astatke che reinterpreta se stesso e la continuazione di quella mappatura dei primi nove anni di questo programma attraverso il recupero di dischi cardine fanno il resto.

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Un mashup in esclusiva

I REMEMBER I FORGET بنسى وبتذكر di Yasmine Hamdan è potenza pura, sia sonora che emotiva, così come Dromomania di Cemento Atlantico. La similitudine che ho trovato in due brani dei rispettivi dischi ha fatto scattare la scintilla che mi ha portato a creare una sorta di mashup tra i due. Potete ascoltarlo nella puntata insieme agli altri dischi o da solo.

Cosa succede in Italia?

Non è questo un sottotitolo da spiegone della situazione politica e sociale in cui l’Italia si trova ma il classico momento in cui durante una puntata ascoltiamo musica italiana più del solito. Due dischi dell’etichetta Brutture Moderne usciti da poco sono l’omonimo dei Naïmah – particolare l’uso della “batteria diffusa” – e Opera Viva degli Alkord: un composto di musicisti di matrice classica e Jazz. Ritroviamo i Six Impossibile Things, RBSN, conosciamo la mente dietro un progetto come quello di M¥SS KETA, il progetto AYR della Beautiful Losers e il remix di un brano di Kaouenn. C’è anche spazio per parlare della colonna sonora del documentario di Ado Hasanovic I diari di mio padre, curata da Iosonouncane, che si occupa del genocidio di Sbrebrenica.

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  • Ottobre 20, 2025