I nuovi guerrieri del Jazz: Tomorrow’s Warriors.

I nuovi guerrieri del Jazz: Tomorrow's Warriors. Podcast 6x8

I nuovi guerrieri del Jazz: Tomorrow’s Warriors, l’organizzazione di Janine Irons e Gary Crosby improntata sulla formazione musicale di musicisti inglesi di seconda o terza generazione di origine africana.

Il domani a colpi di scale Jazz

Un’agenzia nata nel 1991 per aiutare i giovani aspiranti musicisti, con particolare attenzione agli afrodiscendenti, nello scoprire il loro talento e incentivarlo al fine anche di costruire una carriera musicale. Aspetto quest’ultimo da non sottovalutare, considerando che da quella scuola sono cresciuti la maggior parte degli esponenti della nuova scena Jazz internazionale di cui si parla in tutto il mondo e i cui protagonisti ormai calcano i palchi nei festival più importanti.

Tomorrow’s Warriors e la musica del futuro

I guerrieri del domani sono quindi gli interpreti della musica suonata oggi, ed è per questo che in questa puntata abbiamo fatto un piccolo viaggio citando alcuni degli artisti usciti dalla Tomorrow’s Warriors perché tra i protagonisti principali di questo programma.

C’è Nubya Garcia che con il disco Source ⧺ We Move (Hi Res), contenente remix dall’acclamato Source del 2020 candidato anche al Mercury Prize, ci ha fatto innamorare così tanto quest’anno da averne parlato in diverse puntate; ci sono i Kokoroko, citati tantissime volte per il nuovo disco Could We Be More e incontrati grazie alla compilation We Out Here pubblicata dal Brownswood Recordings; Shabaka Hutchings e Sons Of Kemet, di cui è inutile contare tutti i passaggi radiofonici fatti. Senza dimenticare gli Ezra Collective che nel nuovo disco ospitano anche Kojey Radical già incontrato negli album di Sampa The Great e Kae Tempest.

L’Indofuturismo di Londra

Ma i nuovi guerrieri del jazz, i tomorrow’s warriors, non sono solo coloro che escono fuori da quella scuola, ma tutti i musicisti che incarnano quell’approccio contemporaneo alla musica come Sarathy Korwar, nato negli Stati Uniti, cresciuto in India e di base a Londra: batterista, compositore e bandleader. Il nuovo album, Kalak, parla proprio di futuro a partire dal titolo: Kal è una parola hindi / Urdu che significa ieri e anche domani e KALAK una forma palindromica di Kal, un ritmo folcloristico ciclico antico / futuristico coniato dallo stesso Sarathy.

L’album è un manifesto indo-futurista che celebra la storia e la cultura dell’Asia meridionale e la sua spiritualità avendo uno sguardo su un domani senza confini. Come per l’afrofuturismo, l’indofuturismo sposta lo sguardo verso altri luoghi, più a Sud, che raccontano una visione ciclica del rapporto tra passato e futuro. È stato registrato ai Real World Studios di Peter Gabriel e prodotto da Photay. Tra i musicisti a fare da session man anche Danalogue dei Comet is Coming.

Il futuro in Italia

Andando alla scoperta dei battiti della nuova musica in Italia abbiamo ascoltato i Synthear da Reggio Emilia che puntano sulla ritmica strumentale Afrobeat; Pomante, musicista di lungo corso ma anche produttore con The Breakbeast, band guidata da Alessandro Vagnoni (Ronin) che troviamo con il singolo insieme ad Egreen. Lo Studio Murena torna con un nuovo lavoro insieme a Danno (Colle Der Fomento), i folli Horseloverfat con “Satanic Resort” e God Of The Basement mantengono il loro Trip Hop fuzzoso nel nuovo singolo insieme agli Oodal. Un piccolo gioiellino Psych Folk per chiudere la puntata.

Buon ascolto.

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