L’architetto del Jazz anticonformista Ahmad Jamal

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Chi era, quindi, questo architetto del Jazz? Sono qui per questo, per far nascere dentro di voi domande, stimolare la curiosità e scoprire cose nuove. Perché è bellissimo scoprire sempre cose nuove.


Quando ci lascia un artista, o un personaggio pubblico in generale, si creano sempre due fazioni contrapposte – senza considerare la categoria degli astenuti. C’è chi odia l’approccio da necrologista e chi invece ritiene fondamentale, quasi a costo della propria vita, ricordare il morto, o i morti, di turno. Diciamo anche che nella seconda categoria rientra chi usa l’evento per parlare di se stesso, come protagonista diretto o indiretto della vita dell’artista (sembra assurdo ma è vero).
Appartengo alla prima categoria, o meglio, non ritengo indispensabile farlo con quella precisione da calendario ma penso sia comunque importante ricordare cosa ha fatto per il mondo chi ci ha appena lasciato.

L’architetto del Jazz

Ahmad Jamal, definito l’architetto del Jazz, è stato fonte di ispirazione per personaggi illustri come Miles Davis, Billy Evans, Clint Eastwood (trovate Ahmad Jamal nel film I ponti di Madison County). Anticonformista da sempre, fa il contrario di ciò che in quel momento storico è musicalmente in voga. Virtuoso ed eclettico, uno stile unico e riconoscibile, tassello fondamentale per lo sviluppo dell’Hip Hop. Lo stesso Robert Glasper – che conosciamo molto bene – lo cita e nel giorno della sua scomparsa anche gran parte della stampa italiana lo ha ricordato.
Nel raccontare la sua storia siamo arrivati anche ad ascoltare gli Helmet, band noise-core anni 90 di New York parte della mia crescita musicale e complice del mio interesse per il Jazz.

Dj set radiofonico

Per chi non lo sapesse o non se ne fosse accorto, sul profilo Spotify di To Tape mi diletto ogni tanto a fare qualche domanda inerente la puntata andata in diretta. In una di queste ho chiesto se piacesse l’idea di un altro momento “a cassa dritta” durante il quale il programma si trasforma per una mezz’ora in un piccolo club in cui ballare. Vista la risposta positiva lo abbiamo rifatto in questa puntata grazie a novità discografiche della Ninja Tune, Four Flies Records e Costello’s.

In Italia

Per l’ultima parte, complice anche il dj set, siamo rimasti in Italia tra novità Jazz con lo Studio Murena (in copertina su Rumore di maggio), The Black Market, e Nu-Soul di Holyspleef. Ci sono anche due uscite bellissime, ed in contemporanea, della Love Boat Records e della EEEE/DDDD.

Buon ascolto.

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